
Di recente mi è capitato di dover (voler?) usare la funzione “Download e conversione” del plugin DownloadHelper per Firefox con un video di YouTube: in pratica, volevo estrarne l’audio e convertirlo in MP3.
Dopo aver cliccato sulla sopracitata funzione, DownloadHelper mi avverte che manca un componente (FFmpeg) e di specificarne il percorso.
Sapendo già di non averlo installato, decido di procedere alla sua compilazione, peraltro molto semplice e priva di inconvenienti.
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L’ultimo post risale a Novembre di 2 anni fa… Quale miglior giorno per aggiornare il blog se non oggi, 11/11/11? ![]()
L’ultima data binaria del secolo… Peccato non degnarla di un post di maggior interesse!
Ad ogni modo: l’altro giorno mi trovavo, tanto per cambiare, a fare “l’uomo di fatica”, e dei tre che eravamo, tutti avevamo un iPhone con la suoneria “Vecchio telefono” impostata. Vi lascio immaginare cosa succedeva quando arrivava una telefonata… tutti a cercare il proprio telefono, lasciato chissà dove, per vedere se squillava!
Così ho detto basta, e ho deciso di cambiare suoneria!
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Dalla versione 3.2, EyeTV (il programma di Elgato per la gestione delle periferiche video come i sintonizzatori analogici, DVB-T, satellitari, ecc.) permette di inviare in streaming la TV in diretta all’omonima applicazione per iPhone.
Questa bella funzione si basa essenzialmente sul protocollo che Apple ha introdotto a partire dal firmware 3.0 su iPhone e iPod Touch, e da Snow Leopard su Mac: HTTP Live Streaming.
Utilizzare EyeTV per mandare in streaming la TV in diretta ad un altro Mac (o PC, o iPhone) è sempre stata una cosa che ho cercato di fare, all’inizio con CyTV (e qualche problema), e da qualche settimana, grazie a questo post sul forum ufficiale di EyeTV, direttamente da EyeTV (con una qualità video accettabile).
In soldoni, si avvia EyeTV sia sul Mac che sull’iPhone, si fa partire lo streaming della TV in diretta, e poi ci si “inserisce” con un altro Mac (con Snow Leopard!) e si vede lo stream originariamente creato per l’iPhone, che a questo punto si può anche spegnere.
Wireshark è un potente (e gratuito) “network protocol analyzer”: in pratica vi permette di analizzare esattamente, pacchetto per pacchetto, cosa viene trasmesso attraverso le periferiche di rete (ethernet, wifi…) del vostro computer.
L’installazione per Mac dovrebbe essere semplice (il programma si scarica da qui, e serve X11 installato sul Mac), ma nel mio caso mi sono imbattuto in un paio di problemi:
1) “errors were found while loading the MIBS”
Si risolve aggiungendo il percorso “/usr/share/snmp/mibs” (cioé alla directory in cui sono contenuti i MIBs) in “Edit->Preferences…->Name Resolution”, cliccando sul tasto “Edit…” accanto a “SMI (MIB and PIB) paths”, e premendo “New” nella finestra che si apre.
2)Non trovava nessuna periferica di rete.
Questo perché, a causa della mia stupida “fretta”, non avevo letto nel readme che, a meno di dare i permessi ogni volta via terminale prima di aprire Wireshark, è necessario copiare la cartella ChmodBPF, sotto Utilities dalla cartella di installazione di Wireshark, e copiarlo nella cartella “/Library/StartupItems”
(se non esiste “StartupItems”, createla).
E questo dovrebbe essere tutto
Pur non avendo una Xbox 360, a casa mi ritrovo ben 2 joypad wireless ed un adattatore wireless usb. Normalmente li utilizzo sotto Bootcamp con i giochi che portano l’etichetta “Games for Windows”, ma grazie alla recente installazione dell’emulatore Dreamcast sotto Mac OS, ho deciso di provare a farli funzionare anche con Leopard. Ovviamente funzionerà anche la versione del joypad con cavo USB

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Ieri stavo riflettendo sulla possibilità di rispolverare il Dreamcast, giusto perché nel mio vagabondare per la rete ho scoperto il titolo di un “vecchio” gioco per sala giochi, di cui fu rilasciato un porting per DC solo in Giappone: Cosmic Smash (link YouTube).
Visto il mio amore per la convergenza, ho deciso che sarebbe stato interessante provare ad emularlo sotto MacOS. E così è stato.

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La procedura è analoga a quella per Linux: scaricate l’ultima release dal sito ufficiale, scompattatela, e dal terminale accedete alla nuova cartella e digitate le magiche parole
./configure
make
sudo make install
e il gioco è fatto
Due giorni fa stavo cercando di installare Aircrack. Non avendo tempo (e voglia) per compilarlo, in quanto richiedeva l’installazione di altri strumenti per la sola compilazione, ho deciso di affidarmi a MacPorts.
MacPorts è un’applicazione che gira da linea di comando, e permette di scaricare e compilare automaticamente le ultime versioni di alcuni programmi Linux.
Dopo aver scaricato ed installato il programma, avvio l’aggiornamento dello stesso del terminale, ed ecco affacciarsi l’errore “port: command not found”.
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In alcuni MacBook (sia Pro che non), il coperchio del vano batteria “si muove”. Questo può capitare fin dall’acquisto della macchina, o dopo aver aperto il vano batteria.
Il problema si presenta così:
In questo blog parlerò poco di me, e molto di tecnologia. Buona lettura

